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Campana: ecco le nostre proposte concrete, per superare l’emergenza immigrazione e passare a nuove politiche che coinvolgano tutta l’Europa

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Onorevole Campana, ieri è stata discussa alla Camera la mozione Nicoletti per chiedere al Governo di assumere una serie di misure affinché il tema immigrazione diventi più europeo. Ormai è evidente, anche per il drammatico numero delle vittime della traversata, e un sud Mediterraneo sempre più nel caos, che le risposte non possono più attendere. Come intendete approfittare del semestre europeo per veicolare una nuova politica dell’immigrazione che risponda alle nuove sfide ed esigenze?

“Nessuno è chiamato a scegliere tra essere in Europa ed essere nel Mediterraneo, poiché l’intera Europa è nel Mediterraneo”. Queste parole, furono pronunciate diversi decenni fa, ma siamo ancora in una situazione di stallo.  La mozione chiede una revisione del Trattato di Dublino attraverso un sistema di mutuo riconoscimento tra gli Stati membri della concessione del diritto di asilo, tale da garantire la libertà di stabilimento del beneficiario in ogni stato membro, per cui il riconoscimento della protezione internazionale ad un richiedente asilo all’interno di un determinato Stato sia valido nell’intero territorio dell’Unione Europea. Allargando così la responsabilità e la gestione dei migranti che arrivano alle porte dell’Europa attraverso il Mediterraneo anche agli altri paesi membri.

Bisogna superare la rigidità del paese di prima accoglienza attraverso una verifica della compatibilità economica dei paesi accoglienti per garantire  diritti umani e percorsi di integrazione veri. Bisognerebbe inoltre istituire un’agenzia Europea per l’asilo politico utilizzando le sedi diplomatiche già esistenti ed aiutare la stabilizzazione dei paesi del nord Africa; non dobbiamo dimenticarci infatti che il nostro Paese è tra i pochi paesi occidentali  a mantenere aperta l’ambasciata per aiutare il sistema libico.
Se c’è un dato certo – vista la situazione geopolitica del sud Mediterraneo e di molti paesi dell’Africa – è che l’immigrazione verso il nostro Continente non si fermerà nei prossimi anni. Come passare quindi dall’emergenza immigrazione ad una politica realistica che guardi a lungo termine?

L’Italia per la sua conformazione geografica e per la sua posizione di confine è stata da sempre terra di immigrazione. Vent’anni fa arrivavano in Puglia gli Albanesi che scappavano dalla loro guerra; qualche anno dopo sono cominciati ad arrivare anche gli altri popoli che scappavano dalla guerra che avrebbe poi portato allo scioglimento della Jugoslavia. Oggi, le situazioni di conflitto si sono spostate nel sud del Mediterraneo e domani non sappiamo quale sarà l’area di crisi. Questo impone all’Italia, ma anche all’Europa di porsi delle priorità in termini di politica dei flussi migratori. L’Unione degli stati europei è nata da un’intuizione italiana mentre nel nostro continente si stava combattendo una guerra spietata come lo è stata la Seconda Guerra Mondiale. Questo non possiamo non ricordarlo quando ai tavoli di Bruxelles qualcuno vorrebbe ascrivere i barconi che arrivano a Lampedusa come un problema solo italiano. La Ue nasce sulle ceneri di una guerra e la solidarietà della comunità verso chi scappa da un conflitto, affrontando viaggi al limite della sopportazione umana, deve essere assicurata.
Mare Nostrum è l’operazione italiana di pattugliamento e salvataggio dei migranti in mare diventata operativa poche settimane dopo la strage di Lampedusa. Fu la risposta operativa del nostro governo a quella tragedia.

Tra due settimane prenderà il via Triton sotto il coordinamento di Frontex. Un’operazione europea che vogliamo non sia solo pattugliamento delle coste, ma continuiamo a chiedere che abbia le stesse caratteristiche umanitarie di Mare Nostrum, prevedendo anche il salvataggio dei barconi in difficoltà. Perchè tragedie come quelle del 3 ottobre del 2013 non devono più ripetersi. L’ultimo Consiglio Ue ha dato via libera a Triton, ma vediamo però che l’Europa da ancora segnali di debolezza e a poche settimane dall’avvio. E’ un’operazione che per adesso vede solo il coinvolgimento di Italia, Francia, Germania e Spagna.  Dobbiamo evitare che sia un’operazione monca che si ferma al pattugliamento e non si impegni come ha fatto l’Italia al salvataggio delle vite umane che è stato il tratto caratterizzante di Mare Nostrum. Amnesty International ha lanciato un appello: “Le persone prima delle frontiere” ed anche il Pd chiede che Triton abbia gli obiettivi “search and rescue”.

Poi servirebbe la politica dei corridoi umanitari e la possibilità per i richiedenti asilo di avviare le procedure di richiesta direttamente nel Paese di origine, stroncando così la tratta di esseri umani che negli ultimi anni ha ingrassato le tasche della criminalità.

Abbiamo sentito molte volte, e da più parti politiche, l’appello all’Europa nell’essere più vicina all’Italia nel gestire la questione immigrazione. Lei ha chiesto aiuti concreti. Di che cosa ha bisogno davvero il nostro Paese per gestire al meglio questa emergenza nella quale si trova in prima fila?

Il primo passo sta  nel considerare il fenomeno migratorio non più come un’emergenza isolata , bensì come un fenomeno di lungo periodo.  Negli ultimi anni, l’immigrazione nel nostro paese ha assunto una veste ben precisa, ed impone al legislatore  di adeguare la normativa secondo il giusto peso attribuito al fenomeno migratorio. Abbiamo bisogno di una politica organica di interventi che stiamo mettendo in atto grazie ad un più attento coordinamento a livello interministeriale e grazie alla formulazione di un testo unico sull’immigrazione, che sia in grado di rendere maggiormente chiari gli interventi da applicare a tale fenomeno. Inoltre, proprio ieri insieme alla mozione Nicoletti, l’Aula della Camera ha iniziato la discussione per l’isitituzione di una commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza (CDA), nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) e nei centri di identificazione ed espulsione (CIE) per verificarne il funzionamento, il rispetto dei diritti umani al loro interno e l’adeguatezza della normativa vigente sul tema. Vogliamo istituire una commissione monocamerale di un anno, che lavori per raccogliere dati utili ad intervenire sulla normativa, perché vogliamo un sistema di accoglienza trasparente perché tante volte le inchieste ci hanno raccontato di soldi spesi male. Mi piacerebbe poter dire a chi lascia la propria terra martoriata da guerre e persecuzioni: benvenuti in un posto sicuro in cui i diritti umani sono pienamente riconosciuti e che il Mediterraneo torni ad essere un mare di speranza e opportunità.

Uno dei temi caldi di questa emergenza è la questione “Asilo”. Voi chiedete una revisione del Trattato di Dublino attraverso un sistema di mutuo riconoscimento tra gli stati membri. Sappiamo che non è la prima volta che si prova a proporre di toccare questo tasto ma con scarsi risultati. Come pensate di riuscire voi questa volta? Avete già degli alleati che appoggiano un rinnovamento al Trattato?

Questo è uno dei punti della nostra mozione arrivare ad una modifica del Trattato di Dublino affinché i migranti che arrivano in un Paese possano essere riconosciuti anche negli altri stati membri. D’altronde lo sappiamo già che chi arriva in Italia, spesso sogna il nord Europa. Il trattato di Dublino ha avuto il demerito di bloccare i migranti nel paese di arrivo scaricando su di esso i numeri dell’emergenza e favorire la clandestinità. Basterebbe ricordare l’emergenza siriani alla stazione di Milano. Non si vogliono spostare dalla stazione perché attendono un treno che li porti via in silenzio dall’Italia.
Il fatto che oggi Federica Mogherini ricopra il ruolo di commissario interno alla Ue e che la Presidenza di turno è una speranza concreta che l’Italia possa tornare a giocare un ruolo di primo piano all’interno della diplomazia europea e diventare promotore di iniziative concrete. Anche perché sbaglia chi pensa che l’immigrazione sia un problema solo italiano. Finora l’Italia si è caricata di una responsabilità enorme che ha portato al salvataggio di migliaia di immigrati in mare, ma dall’Europa non è arrivato alcun aiuto concreto. E’ importante che la discussione di quest’atto arrivi proprio durante il semestre di presidenza Ue, perché è oggi che possiamo rispondere con strumenti nuovi ed attuali alle emergenze, dopo anni di politiche restrittive e di respingimenti che hanno dimostrato essere stati fallimentari. Oggi abbiamo la possibilità concreta di dare un corso diverso alle cose e alle vite delle persone che arrivano in Italia, ma sognano l’Europa.

Serve sul lato Nazionale un riordino del testo unico sull’Immigrazione, al fine di superare il mosaico di direttive europee in modo tale da avere un testo organico e su questo il Partito Democratico vuole ripartire da un testo già presentato.  Anche sull’asilo serve una legislazione nazionale concordata con l’ Europa.

A causa dell’aggravarsi delle guerre nei paesi africani nell’ultimo anno abbiamo visto salire il numero dei minori non accompagnati, che magari cercano di raggiungere un fratello o un famigliare partito tempo prima,  che una volta arrivati in Italia vengono accolti nei centri Sprar gestiti dalle cooperative per conto dei comuni. Solo a Milano si pensa che entro fine anno giungerà a quota il numero 1000, il numero ragazzi di età inferiore ai 18 anni accolti nei centri. Milano lo scorso anno ha speso per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati – per cui sussiste l’obbligo di tutela da parte dell’Amministrazione comunale – 4,5 milioni di euro e ha finora ricevuto dallo Stato solo 1,5 milioni di euro. Milano è l’esempio, per dire che per i comuni c’è un problema reale di risorse, giudicando che molti comuni stanno facendo di tutto per evitare il dissesto economico.

Una volta che l’Europa sarà in grado di affrontare la sfida dell’immigrazione e dell’accoglienza senza pregiudiziali e con lo stesso impegno d parte di tutti gli stati membri, allora sarà diventata quell’Europa sognata da Altiero Spinelli nel Manifesto di Ventotene.

 Micaela Campana, Deputata, è Responsabile Immigrazione, Welfare e Terzo settore nella segreteria PD

 

di Karima Moual