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Con l’operazione Mare nostrum, sfugge la parte “umanitaria”

Per affrontare l'emergenza sbarchi, il governo da il via all'operazione “Mare nostrum”.

In sintesi:

  • Il 14 ottobre al termine di un vertice a palazzo Chigi il ministro dell’interno Angelino Alfano e il ministro della difesa Mario Mauro hanno annunciato che dal 15 ottobre sarà lanciata l’operazione militare Mare nostrum per il pattugliamento del Mediterraneo.

  • Nell’operazione saranno impiegate cinque navi della marina militare, diversi aerei dell’aeronautica e alcuni droni.

  • Dal 18 ottobre sarà impiegata anche la nave anfibia San Marco della marina militare italiana. “Useremo per la prima volta una nave anfibia che ha la capacità di esercitare il comando e controllo di elicotteri a lungo raggio, capacità ospedaliera e spazi ampi di ricovero per i naufraghi”, ha detto Mario Mauro.

  • Mario Mauro ha spiegato che Mare nostrum “sarà un’operazione militare e umanitaria e prevede il rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare per incrementare il livello sicurezza delle vite umane”.

Sfugge però la parte “umanitaria” nell'operazione. Due domande semplici: come potranno trovare rifugio e dunque asilo politico quelle centinaia di persone che scappando dalle guerre attraversano i deserti per trovare riparo? Cosa gli offriamo di "legale" per arrivare e conquistarsi un loro diritto internazionale sani e salvi senza mettersi nelle mani dei trafficanti di uomini? Perché, quello che purtroppo emerge invece è che siamo ancora una volta difronte ad un' operazione di “difesa” verso dei disperati che chiedono aiuto.  Gli sbarchi di questi mesi, anche con l'avvento della primavera araba, riguardano per la stragrande maggioranza, persone che scappano da guerre e persecuzioni. Ben diversi dagli emigrati economici (capitolo a parte che anch'esso va affrontato ma sulla Bossi-Fini )

Sbarchi che non si fermeranno, proprio perchè ci troviamo difronte a chi non si può permettere nemmeno di pensare di migliorare la propria vita, perchè una vita non ce l'ha più. Ce lo hanno dimostrato con il loro viaggio della morte, ma ancora ci ostiniamo a pensare che possiamo fermarli.

Premesso ciò, non si capisce ancora, perché si continua con le vecchie ricette che peraltro non hanno portato grandi risultati. Perché la verità è che su Mare nostrum c'è poco di nuovo. Lo conferma anche l'inchiesta   di Gianluca Di Feo:

 

Una missione militare per presidiare il Canale di Sicilia? Esiste già, da oltre dieci anni. Sotto la bandiera della Nato decine di navi ed aerei da guerra con radar potentissimi pattugliano tutto il Mediterraneo, in collegamento diretto con i satelliti spia: nel 2009 sono arrivati a controllare “il 60 per cento” delle acque, percentuale aumentata negli ultimi anni. Senza però dare un contributo alla lotta contro i trafficanti di uomini.”

 

Quel che ci si aspettava e che sarebbe stato il “nuovo”, è un' operazione che sia davvero umanitaria e senza precedenti per un'emergenza straodinaria per la sua portata. Non abbiamo bisogno, ancora una volta di raccattarli in mare, dopo essersi imbarcati e sperare di salvare qualcuno con la nave anfibia San Marco della marina militare che ha capacità ospedaliera e spazi ampi di ricovero per i naufraghi.

C'è bisogno semplicemente di attivare quel canale umanitario e di cooperazione internazionale, affinchè ai richiedenti asilo venga concesso il visto, quel pass di legalità, dal Sud Mediterraneo – in Libia piuttosto che in Tunisia o altro Paese del Nord Africa che di fatto sono diventati i paesi di transito di queste migrazioni – attraverso i vari consolati europei, invece di trovarsi in mano ai trafficanti di uomini, che di fatto, non fanno altro che coprire il nostro vuoto.

  • Ardocap |

    L’umanità sta nel non farli morire in mare.
    Ciò che tu auspichi, e che auspichiamo un po’ tutti, è una cosa che non fermerà domani l’ennesimo barcone dalla Libia, ma forse lo farà tra qualche anno, perché questi sono i tempi della politica.
    Se però pensiamo che salvare pochi disperati sia tempo perso allora hai ragione, la missione non serve.
    Qualcuno però disse che chi salva una vita salva un mondo intero, e a me piace pensare che quei militari stiano facendo proprio questo, prima che i nostri politici e quelli nordafricani si accordino, se mai lo faranno.

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