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Quelli che ci rubano il lavoro…

Quante volte abbiamo sentito in questi ultimi anni, segnati dalla crisi economica, la frase: “Ci rubano il lavoro”? Tante, forse troppe. Una frase usata da quella politica incapace di affrontare le sfide del futuro. Che si è nascosta dietro la minaccia del “pericolo immigrazione” e in modo propagandistico, ha creato quel conflitto tra poveri. Bene, ora arriva il rapporto del Cnel sul ruolo degli immigrati nel mercato del lavoro italiano. Un rapporto fitto di informazioni e soprattutto numeri per chi ha la passione di leggerlo tutto. Ma anche la sintesi può bastare.

I nostri lavoratori stranieri, hanno impieghi prevalentemente non qualificati, non fanno aumentare la disoccupazione degli autoctoni né abbassare i loro salari.  Continueranno a crescere, arrivando a 3 milioni nel 2020.

Inoltre:

“Non si registrano invece miglioramenti per quanto riguarda la loro valorizzazione, perché continuano ad essere relegati in posti di lavoro per i quali servono titoli di studio inferiori a quelli che posseggono. L’altra faccia della medaglia di quella che la ricerca definisce “ segregazione” o “scarsa assimilazione economica” degli immigrati, è che in questo modo non entrano in concorrenza con i lavoratori italiani. La loro presenza non influenza la probabilità che un italiano diventi disoccupato (il cosiddetto “job desplacement”), in pratica, con buona pace di chi predica il contrario, i dati dicono gli stranieri non “rubano il lavoro” degli autoctoni.”

 

Ps. Guardate anche la serie sugli imprenditori immigrati che creano sviluppo in Italia