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Stranieri, nuova regolarizzazione

L'esercito dei clandestini che è vissuto in questi anni sotto traccia, come un'armata di fantasmi, potrebbe vedere la luce. È in questa direzione che può essere letta l'approvazione del decreto legislativo che il consiglio dei ministri ha approvato ieri in via definitiva. Un decreto che cambierà molto il modo di gestire l'immigrazione in Italia.
Come? Verrà reso più difficile lo sfruttamento degli immigrati irregolari, con pene più severe per chi li fa lavorare in nero e li sfrutta. Mentre le vittime potrebbero vedersi riconosciuto un permesso di soggiorno della durata di sei mesi, rinnovabili, se denunciano il datore di lavoro. Due norme che sicuramente metteranno alla luce molte irregolarità per una tutela non solo del lavoro regolare ma anche delle persone. A questa si aggiunge un'altra notizia, che rivoluzionerà nella direzione della trasparenza il mondo dell'immigrazione in Italia. Si tratta della norma transitoria.
Il decreto infatti potrebbe dare il via libera anche ad una piccola sanatoria. Una norma transitoria permette, infatti, al datore di lavoro di "pentirsi" (entro una finestra temporale che si aprirà dopo la pubblicazione delle nuove norme) e dichiarare i propri dipendenti irregolari. Stipulando contratti di lavoro e, dunque, avviando in questo modo il processo di regolarizzazione. È questa la sintesi del decreto legislativo che va nella direzione della direttiva europea.
Il decreto, approvato su proposta del ministro per gli Affari europei e del ministro del Lavoro, recepisce infatti la normativa comunitaria in materia: la direttiva europea (2009/52/CE)  sulle "norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare".
Il tam tam ha già fatto il giro nelle comunità e nel web, dove viene accolto come una grazia, dopo le tante attese.
Anche se le stime dicono che gli stranieri in Italia sono circa 5 milioni, ci sono molti che vivono la condizione di clandestinità. Non ci sono dati precisi ovviamente, ma le stime parlano di un esercito che va dai 600mila al milione. Uomini, donne e giovanissimi, molti dei quali si trovano sfruttati con il lavoro nero anche se nel nostro Paese impiegare chi non è in regola col permesso di soggiorno è già un reato previsto dalla legge Bossi-Fini e punito con l'arresto da tre mesi a un anno e una multa di cinquemila euro per ogni lavoratore impiegato. Ora le pene però si fanno più severe: sanzioni aumentate, in particolare, se i lavoratori occupati sono più di tre, se sono minori in età non lavorativa o se sono sottoposti a condizioni di "pericolo". Ci sarà una breve fase transitoria, come aveva auspicato il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, per consentire al datore di lavoro di adeguarsi alla nuova normativa. I tecnici dei ministeri interessati stanno ora lavorando per ultimare i dettagli del provvedimento. Si parla di una sanzione intorno ai 1.000 euro per i datori di lavoro che violano la norma. Intanto c'è già chi si prepara per vedersi finalmente riconosciuto ed entrare a far parte degli immigrati regolari.