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UN ODIO CHE FA PROSELITI ATTRAVERSO IL WEB

Un uomo solo, pacato, e che – ci piaccia o no – aveva un suo bagaglio culturale: Gianluca Cassieri, il killer che a Firenze voleva fare strage di senegalesi. E' riuscito ad ucciderne a freddo due  e a ferire un terzo. Poi si è suicidato con le proprie mani. Senza lasciarci testimonianza, in prima persona, del suo delirio dopo la strage.

Ma di lui, così come di Anders Breivik, che terrorizzò la Norvegia l’estate scorsa, sono rimaste molte tracce in rete, a partire dai saggi esoterici e neopagani dove rivalutava i Protocolli dei Savi di Sion, il famigerato libello antisemita degli inizi del secolo, e favoleggiava sulle origini celtiche e precristiane della vecchia Europa. Un nostalgico dunque, che senz'altro ha trovato in questi ultimi anni linfa nella propaganda xenofoba che contagia partiti e movimenti estremisti in tutta Europa. Cassieri era iscritto alla sezione di Pistoia di CasaPound, associazione di estrema destra (che ieri ha preso le distanze). Era conosciuto nel web come scrittore e fondatore di una rivista oltranzista “La Soglia”. Gli argomenti: fantasy e ancora estrema destra. Dai suoi scritti emerge un cultore del neonazismo e del negazionismo, appassionato di miti celtici come di Tolkien.

E’ questo l’uomo che ha macchiato di sangue Firenze, rischiando di far esplodere un conflitto drammatico. La strage di Rosarno o quella dell’agro casertano, di qualche stagione fa, hanno poco a che fare. Ma la xenofobia è più che uno sfondo comune. Ed è questo che deve farci paura in questi episodi. Sono casi limite certo. Ma sono il segnale di un lavoro sul piano culturale che va ancora fatto. Di un clima pericoloso che si sta creando.

Cassieri è sicuramente più acculturato di Breivik. Un intellettuale ideologo della supremazia della razza, un conoscitore dei movimenti neofascisti che dedicava il suo tempo allo studio dei suoi miti fondativi. Ha anche scritto un libro, "La Chiave del Caos", un testo in cui si intrecciano negromanzia, magia, esoterismo.

Tutti fattori che ci dicono una cosa chiara: non si può più prendere sotto gamba l'avanzare, seppure minoritaria, di questa ideologia e cultura dell'odio. Proprio in un’epoca dove le ragioni della globalizzazione, ma anche del declino possibile dell’Europa, impongono mille ragioni a favore dell’integrazione. Saranno pure un po’ mattarelli, questi stragisti, ma sarebbe sbagliato liquidarli come schegge solitarie impazzite. Dietro Cassieri, come dietro a Breivik, c'è una rete, nel vero e proprio senso della parola, attiva, per quanto demenziale. Siti internet, forum e bloggers: un mondo dove avanza l'estremismo, dove commenti raccapriccianti trasudano di odio verso il diverso. E chi ha un blog o un sito sull'immigrazione lo percepisce bene, come un termometro, leggendo i commenti e le intimidazioni.

Il web – prendendo a prestito le parole di Antonio Roversi, nell”Odio in rete“ – “è popolato da individui e gruppi che, pur nella diversità di accenti e idiomi utilizzati, parlano  il linguaggio della violenza, della sopraffazione dell'annientamento nei confronti di altri esseri umani. Dietro quelle pagine web ci sono uomini e donne che nutrono un sentimento antico che si pensava prosciugato dal processo di civilizzazione o quantomeno relegato in qualche nicchia inoffensiva e nostalgica del nostro pianetà, ma che invece si è riaffacciato con un'intensità per certi versi sorprendete…”

E infatti c'è chi già elogia il gesto. Come sul sito internet Storm Front, che inneggia alla supremazia della razza bianca, si leggono commenti di solidarietà: «È uno dei nostri».

 

 

  • alberto |

    purtroppo hai ragione Karima e del resto da quanti anni sentiamo da tutti i media parlare di “cultura mafiosa” in riferimento alle cosche non certo dedite alla presentazione di libri, ma ad attività omicide.

  • karima |

    E sì, bagaglio culturale, che ci possa piacere o meno, ma lo aveva….

  • antonio |

    bagaglio culturale?

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