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Italia, schiaffo e carezza

 

«Karima, non mi saluti? Fai finta di non riconoscermi? Ma lo sai che è solo l’Italia a renderti così bella e forte?» Mi prende in giro Tonino, un amico di mio padre. Per la mia sicurezza e fierezza nel camminare senza guardare a destra né a sinistra. Con testa alta e il sorriso tra le labbra pur se in Italia ero arrivata da pochi mesi. Quell’Italia la sentivo già mia. Tonino sapeva che qui avrei avuto un’opportunità e anche se così piccola, da italiano, lui me lo voleva ricordare. E perché no, anche rinfacciare con il suo orgoglio da italiano.
Neanche quattro mesi dal mio arrivo. Età: 9 anni. Quell’ètà forse perfetta, da ovunque tu possa arrivare, per non pagare a caro prezzo il costo dell’emigrazione. Perché ancora la vita non la prendi sul serio, ma solo con la curiosità che rende tutto più leggero e straordinariamente interessante. Da provare, scoprire, vivere. «Allora, preferisci l’Italia o il Marocco?» è la domanda continua dagli adulti, che si attendevano una risposta che non avevo. Quella domanda m’inseguirà per tutta l’infanzia. Tutti curiosi di sapere che effetto fa a una bambina straniera il cambiamento.
La mia italianizzazione. Un interrogativo al quale non sapevo dare risposte, perché non avevo l’età giusta per pensarci. Perché essere italiani, diventare italiani è una consapevolezza, una scelta di maturità. Un cammino che inconsciamente percorriamo, acquisendo valori, conquistandone altri – non senza qualche difficoltà e ostacoli nel percorso – amando ogni minima quotidianità ed entità di questo paese. Soffrendo anche per quello che non ci piace e che vorremmo cambiare, migliorare con le nostre idee.
Nella consapevolezza che l’Italia è fatta – e quanto è appassionante conoscere le storie eroiche di quell’unificazione – ma gli italiani non saranno mai fatti una volta per sempre. Perchè quella ragazzina arrivata a Vercelli 20 anni fa molto ha preso, ma qualcosa ha anche dato a un’identità italiana che si evolve da ben più di 150 anni e mai si fermerà (per fortuna).
Essere italiani per persone come me è tutto questo. Ma è soprattutto un’emozione e una sensazione, una carezza così come uno schiaffo. Quando poi mi chiesero per la prima volta cosa significasse per me essere italiana – una nuova italiana io preferisco definirmi, visto che lo sono per acquisizione – non nascondo di aver avuto non poche difficoltà ad esprimerlo.
Potevo fare una lista di aneddoti, canzoni, piatti, artisti, intellettuali e tanto altro per dimostrare cosa vuol dire essere italiani, cosa significa essere uniti storicamente e culturalmente. Ma mi sono resa conto che questo discorso non valeva per me. Con onestà intellettuale non può valere per me, perché se l’Italia oggi compie 150 anni, la mia italianità ne compie solo 20. È molto giovane. Senza radici ben salde. È in fase di costruzione. È una nuova coscienza. Non solo mia, ma anche di molti italiani di acquisizione che con le loro storie formeranno una nuova Italia che si sommerà alla grande Italia.
Per questo quel che vale per me sono soprattutto le emozioni che l’essere italiana mi trasmette. Stuzzicandomi e sorprendendomi ogni volta. Emozioni che tramutano anche in azioni. Lo sforzo, nel perfezionarsi ogni giorno, per poter al meglio avvicinarsi all’Italia. In tutto e per tutto. Scoprire la mia italianità è stato come imparare a camminare per un bambino. Un percorso graduale ma crescente solo se seguito con passione e dedizione. Passano gli anni e si scopre così che la propria battaglia d’integrazione non è vanificata.
«Mi scusi, ma lei è italiana? Perché parla perfettamente italiano ma ha dei lineamenti particolari». «Ma davvero è di origine marocchina? Non l’avrei mai detto». Sono altre domande, domande fatte dagli “italiani doc” che mi accompagnano in quest’altra fase della mia vita quando sono in Italia. Quando invece sono fuori dall’Italia, i miei interlocutori non hanno dubbi: sono italiana.

  • karima |

    :-))

  • Picchio |

    “Quando invece sono fuori dall’Italia, i miei interlocutori non hanno dubbi: sono italiana.”
    Ehm, su non esageriamo.

  • samira |

    bel pensiero karima,accomuna quello di molti credimi…..questi articoli saranno ancora piu preziosi tra altri 20 anni….è l’inizio dlla storia questo….una grande storia di evoluzione inshallah….

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