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In piazza per il futuro, non per il pane

È colpa della crisi economica? Sono rivolte che nascondono la mano di qualche estremista islamico? C’è di più in quello che sta succedendo dall’altra parte del mediterraneo, con le rivolte dei giovani, prima in Tunisia e poi in Algeria. La crisi economica certamente c’entra, ma non è tutto. C’è qualche estremista che vuole soffiare sul fuoco anche. Su facebook, a un gruppo di giovani che segue la protesta, si è infilato un certo Abu Jihad, per soffiare sul fuoco dell’estremismo islamico. Ma  è bastato qualche commento, che il gruppo lo ha  isolato aspramente, perché tra loro non c’era posto per lui.

 

Più che la rivolta del pane o del couscous, le rivolte e il messaggio di questi giovani è la rivolta per il loro futuro, il futuro nella libertà e nella democrazia.  La ribellione di chi si sente più da questa parte del mediterraneo che a Oriente. Il Maghreb, che tradotto significa Occidente, con i suoi giovani, mai è stato più vicino a noi  di come lo è oggi.  E’ la generazione internet, come viene chiamata in Marocco, che parla lo stesso linguaggio, può ascoltare la stessa musica, vestirsi allo stesso modo e avere le stesse aspirazioni e ideali di chi vive in Francia Germania Italia o Spagna.

Sono giovani che hanno rotto con la generazione dei genitori esorcizzando tabù e formando una generazione a sé. Non a caso la rabbia esplode in Algeria e Tunisia.

“Ci sono differenze profonde nel Maghreb – spiega hamid Rouissi, giornalista di Radio Mars, una delle più seguite dai giovani in Marocco – I giovani marocchini nonostante vivano come la maggior parte dei giovani il disagio della disoccupazione,  hanno comunque speranza e soprattutto libertà di espressione che sfocia in un dibattito che li fa sentire vivi, liberi e che gli da speranza nel futuro”.

Nei paesi vicini quella libertà è ancora da conquistare. Le rivolte dei giovani di questa parte del maghreb sanno allora quasi di un tardo ’68. Le rivolte del pane fatte dai loro genitori sono lontane. A loro il pane non basta più. Tirare a campare a testa bassa non fa per loro. Alla generazione segnata dall’analfabetismo si contrappone la loro fatta di neolaureati. Sono consapevoli, non hanno paura e parlano apertamente di cittadinanza, diritti umani, libertà e democrazia, in paesi dove la mano di ferro dei regimi al potere è diventata così soffocante da non poter respirare. Non è un caso se la rivolta prima di arrivare in mondovisione ha incendiato il web.

Vogliono  dare un messaggio a noi che dovremmo capirlo. Vogliono vivere da giovani e nei loro paesi. E’ da lì che vogliono lottare. A prendere barconi e emigrare in Europa non ci pensano proprio.

“Ci troviamo di fronte ad una generazione cosciente di quello che vuole – spiega Lorenzo Declich, esperto di mondo islamico contemporaneo, che monitora questa complessa realtà attraverso il suo blog “ tutto in 30 secondi” –  basti pensare che nelle piazze a manifestare c’erano avvocati e associazioni. Inoltre c’è un aspetto fondamentale da non trascurare, al kamikaze che dietro di sé lascia odio e distruzione, si contrappone una figura nuova: quella di chi si suicida lasciando dietro di sé un messaggio, una speranza agli altri.”

  • Picchio |

    Siham,
    mi sono divertito a ripetere quello che viene riportato ufficialmente, ma con altre parole e forme.
    Però è vero che potrei essere più diplomatico cioè ipocrita.

  • siham |

    cara picchio, le ricordo che sono proprio quelle popolazioni che dal maghreb vengono in Europa per tirarvi su.
    sennò voi sareste al collasso. lei dimostra solo la sua arroganza e la ingratitudine. sono indietro tecnologicamente perchè da questa parte del mondo appoggiate i regimi come Ben Ali che li tengono in ostaggio. chissà quando arriverà il giorno che vi farete un esame di coscienza.
    intanto il popolo tunisino ha alzato la testa. e di sicuro non grazie a Voi. promotori della democrazia. bella democrazia.
    saluti

  • Picchio |

    Sono popolazioni di scarsa qualità che non producono quasi niente di utile agli altri. Sono indietro tecnologicamente e culturalmente. Già soffrono molto gli europei a causa di questa veloce evoluzione planetaria figurasi della gente che fa fatica a fare le scuole medie.

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