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Vittime del neo-estremismo

“La convivenza tra cristiani e musulmani nei paesi islamici dura da secoli”, “la  violenza che i cristiani subiscono per mano degli estremisti è contro l’islam stesso”.

Basta davvero ricordare che lo spirito del vero islam è una sorta di peace and love, per scongiurare l’estremismo e l’oscurantismo islamico che avanza?

Non c’è un discorso, non c’è intervista di un dotto, un esponente politico, un imam o un Alim musulmano,  che non riporti una di queste frasi di “pace”. Che in realtà è pura retorica,  per tranquillizzare gli animi, per ricordare il bene e dimenticare il male. Per cercare di spegnere quel fuoco che è scoppiato in questi giorni in quel focolaio inter-religioso, di nome Alessandria, una città così lontana dalla sua storia. Retorica che serve solo al momento.

Ma così facendo non si fa altro che nascondere la polvere sotto il tappeto. Perché Alessandria d’Egitto è una parte di quel laboratorio per estremisti che a macchia d’olio ha contagiato e iscritto alla sua ideologia  piccole e grandi realtà  re-islamizzate  all’islam  duro e puro – che mette in difficoltà non solo la convivenza con gli altri che la pensano diversamente ma soprattutto l’avanzata dell’islam normale, quello che chiamiamo moderato.

Ieri, la dichiarazione della massima carica del’università  al- Azhar del Cairo,  il moderato Imam Mahmud El Tayeb, alla dichiarazione del Papa, sulle violenze contro i cristiani nei paesi musulmani – liquidata come ingerenza negli affari interni dell’Egitto – dimostra perfettamente un nuovo gioco pericoloso, nel quale si trovano ad affrontarsi diverse figure religiose moderate nel dare spazio ad una terza via. Il gioco dell’ambiguità . El Tayeb cerca di non dare la minima occasione agli estremisti di rubargli la scena, ma rischiando di apparire lui stesso quasi un estremista, pur di vincere quel conflitto politico, di dominazione sulle masse popolari che fino adesso vede vincenti sul campo gli estremisti.

Appoggiare interventi e opinioni esterne, lo sanno bene i moderati, giova alla conferma di chi soffia sul fuoco perché sa di alleanze con gli occidentali. El Tayeb Non ha voluto cadere in questa trappola. Ma nell’altra di sicuro ci è caduto.

 Quello su cui i moderati ancora non riescono ancora a fare è spiegare cosa intendono per cambiamento e miglioramento delle mentalità arcaiche: quello che s’intende davvero per libertà e democrazia.

Zouhair Louassini, professore e giornalista marocchino, che si dichiara ateo, spiega: “Nei nostri paesi islamici non ci sarà mai una vera libertà se non si può andare al centro d’una città, qualsiasi città e dire  a voce alta: dio è morto. Dirlo senza finire in galera o in un manicomio, dirlo senza essere condannati per blasfemia. La democrazia non si esporta. Il cambiamento reale è quello che avviene dall’interno. Ogni volta che si parla dei paesi musulmani , bisogna insistere che Dio sarà pure grande , ma gli spazi di libertà sono così piccoli che si continua cosi non ci sarà altra soluzione che ucciderlo.”

 Il cancro vero delle società islamiche è la responsabilità e il peso di tutti quanti i musulmani di qualsiasi strato sociale siano, di portare avanti  la presunzione fatta  legge e cultura , di imporre la propria verità – costi quel che costi – nella quotidianità ma soprattutto alla base politica dei paesi islamici e che oggi ci ha  fatto entrare nell’estremismo cieco. Perché non si può essere musulmani e basta, musulmani nel mondo, non i musulmani, coloro che hanno la verità ultima in mano?

Come possono i musulmani che oggi si trovano in tutto il mondo Occidentale, auspicare alla propria libertà e tutela religiosa nei paesi occidentali, denunciare come si fa in Italia la discriminazione nell’apertura dei luoghi di culto, se poi nei paesi di origine quest’ultima liberta degli “ altri” non viene tutelata? Se la libertà di conversione, di proselitismo, i matrimoni misti sono punibili penalmente ?

La discriminazione popolare verso i cristiani non è meno della persecuzione dei cristiani, perché questa non è altro che la figlia della prima, la conseguenza di una mentalità e di una educazione a questa mentalità. Per disinnescare la bomba del fondamentalismo e dell’oscurantismo che blocca quel processo di apertura al mondo delle idee dell’innovazione e dei progresso verso il futuro, c’è bisogno di una educazione che parta dal basso, che rimetta in discussione concetti superati da secoli, astorici ormai.

Gli estremisti saranno annientati quando ci sarà questa politica educativa , quando sarà garantita la libertà anche di coloro che pensano che Dio non esiste, che Dio è anche tanti Dei. Il primo vero cambiamento verso il futuro e la democrazia, è quello di riconoscere e tutelare dall’alto la diversità. La diversità dovrà  far parte della normalità.