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Gli Immigrati ci rubano il lavoro? No, sono coloro che rilanceranno l’economia italiana

Ecco una buona sintesi sul Rapporto dell’European migration network per l’Italia, del Ministero dell’interno e del Dossier Statistico immigrazione, presentato ieri a Roma.

  • Michele |

    Leggo sempre i suoi articoli sul Sole 24 Ore, che ricevo in abbonamento, anche se assai raramente concordo con le tesi da lei sostenute. Le ragioni sono molto semplici, i suoi articoli non sono mai argomentati e quanto lo sono, omettono le informazioni che potrebbero inficiare alla radice la sua tesi, ovviamente precostituita per la quale l’immigrato è per definizione “buono” e l’occidentale (l’italiano, nel caso di specie) xenofobo e razzista. Sotto il profilo del contributo degli immigrati alla sostenibilità del welfare, studi attendibili (Banca d’Italia) affermano che esso oggi è negativo (gli immigrati costano allo stato italiano più di quanto diano) per il fatto che fanno lavori a basso valore aggiunto (quindi pagano a poche imposte): effettuato cioè “dumping sociale”; mediante i ricongiungimenti familiari fanno entare nel paese individui con scarsa capacità di consumo, spesso anziani (madri, padri, zii… spesso non in salute arrivano dal maghreb e dall’africa) che costituiscono un evidente costo per la collettività dato che godono di esenzioni totali, per assenza di reddito vera o presunta, dai ticket sanitari. A ciò si aggiunga il costo della illegalità causata dalla presenza della immigrazione clandestina: al nord il 65% dei carcerati è costituito da immigrati a fronte di una popolazione immigrata intorno al 10% dei residenti in tali zone del paese.
    Da ultimo aggiungerei un dato socio culturale e ciò la specificità di taluni problemi direttamente connessi con l’immigrazione di popolazioni islamiche. Anche su questo punto autorevolissimi sociologi hanno dimostrato che le popolazioni islamiche non si integrano anzi, tendono a imporre la propria cultura, questo con evidenti problemi di con le popolazioni autoctone. Ciò costituisce evidentemente un problema che gli islamici che vivono in occidente prima o poi si dovranno decidere ad affrontare, infatti sempre autorevoli studi (si veda Huntington) hanno evidenziato che i paesi a maggioranza islamica hanno un tasso di “belligeranza” da tre a 10 volte superiore a quelli a maggioranza non islamica, il che, evidentemente è un “problema”.

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