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Prima della moschea facciamo i musulmani

Si potrà mai  aprire un dibattito e sedersi al tavolo per riuscire ad affrontare il tema Islam e moschee senza essere aggrediti  e insultati come futuri “imam”, o persone che non hanno  il senso della sicurezza per la propria città e per quella dei propri concittadini italiani “doc"?

Per chi ancora persevera nel dialogo sembra essere ancora lontano il traguardo. 

“Le istituzioni civili milanesi devono garantire a tutti la libertà religiosa e il diritto di culto. I musulmani hanno diritto a praticare la loro fede nel rispetto della legalità.”

Sono bastate infatti  soltanto queste dichiarazioni dell’ arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, per riaccendere e in pieno Ramadan, l’ormai infinito dibattito su “ moschee sì, moschee no” . Un quesito che in realtà  si traduce con la difficile  percezione della comunità islamica come comunità integrata, o addirittura non integrabile. Matteo Salvini capogruppo a palazzo Marino ha le idee chiare al riguardo: la moschea non è una priorità né possiamo cedere spazi a chi usa la sua religione per imporre un modo di vivere arretrato di secoli, …il cardinale ospiti gli islamici nei suoi immensi palazzi”.

In realtà le moschee non mancano ( 222, secondo il rapporto Fondazione Icsa, a maggio 2010) , com’è ovvio che sia, e non solo per la numerosa presenza della comunità musulmana, ma perché la libertà di culto, è un diritto costituzionale.

Ciò nonostante si continua a discutere sulla possibilità di “concedere” ai musulmani di poter pregare, in nome della sicurezza. Dimenticando invece che i musulmani continuano sempre a pregare, ma sempre più in garage e in sottoscala ,come dimostrano i censimenti sui luoghi di culto, in continuo aumento. Luoghi senz’altro più insicuri e fuori da ogni controllo, e non solo per la sicurezza. Luoghi di culto non degni di un paese democratico e civile, per la precarietà in cui  versano, e per l’immagine che dall’Italia si dà all’estero sulla politica di convivenza che stiamo portando avanti con una delle più numerose minoranze religiose. Solo ieri è stato dato ampio spazio e in prima pagina, in uno dei quotidiano marocchini, al Watan, ad un editoriale molto duro sulla politica islamofoba condotta dall’Italia in materia.  Tradotto: sì, i musulmani ci sono? ma facciamo finta che non ci siano;  le moschee ci  sono ? ma rendiamo la vita più difficile al loro interno. Lasciamoli nel degrado.

E adesso,  forse arriverà anche il referendum ai milanesi. Il vicesindaco Riccardo De Corato  è tornato a lanciare l'ipotesi di un referendum cittadino prima di autorizzare la costruzione di una moschea in città per chiedere loro cosa ne pensano di una futura moschea .

Ora se pensiamo all’aria che tira ormai da 10 anni, e ne abbiamo visto qualcosa su com’è andato il referendum svizzero sui minareti ( ripeto un simbolo solo architettonico, dal quale non esce nessun muezzin per chiamare alla preghiera), così come viene discussa la moschea a Ground Zero, come pensate  che risponderanno i milanesi al quesito: volete una grande moschea? ( sì quella di cui vi diciamo tutti i giorni che noi dovremmo averne paura perché è il luogo dove si addestrano fondamentalisti).

Ma c’è un altro problema. Tutto interno alla comunità islamica, questa volta. L’idea di una moschea unificatrice è ambiziosa ma è anche lontana e improbabile, proprio perché la stessa comunità è frammentata non solo per comunità di origine di appartenenza ma anche per le varie interpretazioni che dell’islam ne fanno i fedeli musulmani al di fuori dal paese d’origine. Qui c’è una reislamizazzione da cui consegue una frammentazione della comunità. Ciò spiega la presenza a Milano di 4 fondamentali luoghi di culto, oltre a quelli piccoli ovviamente. Che si traducono con differenti linee di pensiero. La Moschea di Segrate, quella di viale Jenner, di Via Padova, e la Coreis.

Ciascuna ha la sua specificità, e i suoi interlocutori. Difficile che tutte vogliano lasciare il proprio Minbar (il pulpito) e sedersi in un'unica sala di preghiera. Meglio invece dare loro gli strumenti per poter rendere i propri luoghi di culto dignitosi per la comunità che accolgono. Riconoscendoli nella trasparenza e nella legalità.

Perché la moschea qui, e lo sa bene chi la gestisce, non è solo idee e fede, è soprattutto soldi e potere. Per il futuro che ci attende ed è difficile che gli “emiri” vogliano lasciare la poltrona. 

 

  • namusa |

    basta, non ce la faccio piu a leggere articoli e commenti islamofobi sui media e la televisione italiana. Vivo in Palestina da 2 anni e mezzo, e’ un posto dove l’appartenenza religiosa e’ molto sentita, i miei vicini di casa sono mussulmani, sono cristiani, io invece sono ateo, non ero mai entrato nella basilica della nativita’ finche una mia amica mussulmana mi ci ha portato quasi di peso. I giovani arabi sanno tutti smanettare molto bene sul computer, si sono impossessati velocemente delle nuove tecnologie, hanno parenti negli stati uniti, in europa, sognano di trasferirvisi anche loro, fumano gli spinelli di nascosto dai loro genitori.
    Da non religioso vedo questa gente che invoca continuamente Allah nelle locuzioni comuni, nel loro intercalare, che siano per la croce o per la mezzaluna e dal di fuori mi sono fatto l’idea che mussulmani e cristiani sono uguali, hanno fondamentalmente la stessa visione della vita e gli stessi valori, nel bene e nel male. Infatti sono uguali anche nella stupidita e nell’ignoranza quando capita. Seguendo le notizie sulla televisione italiana e sui blog mi sono fatto l’idea che certi millantati cristiani, i cosiddetti “laici devoti” siano uguali alle famigerate frange dell’islamismo estremista, che terrorizzano tanto i ben pensanti nostrani, gli manca solo la barba e il kalashnikov. Il mio difetto e’ che non riesco a non prendere le parti delle persone che di volta in volta sono sotto attacco e discriminate, per dirla in breve nei film western tifavo sempre per gli indiani, e chiunque non sia sopraffatto dal pregiudizio e dalla paura riconoscera’ che oggi gli indiani di turno sono i mussulmani. Quindi volevo dire che molti italiani come ad esempio fab e naksibendi farebbero bene a passare qualche tempo qui, imparerebbero molto dai miei vicini di casa in fatto di civilta e rispetto del prossimo.

  • sofien mzughi |

    molti non riescono a capire che la fede delle persone va ripettata e il loro diritto a pregare collettivamente e’ sancito dalla costituzione… qualsiasi fosse la religione. Quella stessa costituzione protegge lo stato laico da ogni deriva teocratica o integralismi dannosi alla collettivita’.Di base a Milano come altrove,il problema e’l’uso politico della questione Islam, piu ci si mostra anti musulmani piu si guadagnano voti…. (nel caso dell’italia si vincono elezioni scegliendo tra dare addossso agli immigrati,ai Rom o i mussulmani,o a tutte tre piu omosessuali e “donne non disponoibili”..)
    Per i cittadini invece l’ignoranza e la paura aggravata dai media e dalle propagande incrociate in chiave conflitti mediorientali, hanno ormai spinto molte persone al fanatismo antislamico e quindi un referendum non farebbe altro che peggiorare la vita quotidiana dei milanesi sottoponendo la comunita’ cittadina ad un ricatto assurdo,”sei con noi o sei con loro” !!.
    Per me i mussulmani d’Italia devono essere trattati come tutti gli altri e come dice Karima, non c’e nemmeno urgenza adesso di costruire super moschee,ma sicuramente le cose si svilupperanno in quel senso… ,adesso bisogna che le istituzioni assicurano il diritto di tutti e l’egualianza davanti alla legge. adesso si sta facendo altro. Quindi possiamo solo resistere fin che passa la nottata …. I mussulmani in Italia si raccolgono intorno alla religione e si riavvicinono alla preghiera soprattutto per sentirsi parte di una comunita’ all’interno di una societa’ che tende a chiudersi su se stessa e denigrare tuttti i diversi….. spingere i mussulmani a vivere male un momento sacro come la preghiera e’ grave e pretestuoso per creare divisioni tra gruppi etnici e religiosi che formano il popolo e il potere e’ maestro nell’approfittarne per abbassare il livello della democrazia e della liberta’ concesse a tutti quanti e non solo ai kattivi Musulmani…..
    I mussulmani devono affrontare negli anni a venire seriamente e definitivamente la questione interna loro dell’interpretazione di testi religiosi di 15 secoli fa’ ed eliminare tutto quello che rappresenta un arretramento dei valori universali di pace,fratellanza e liberta’…e sicuramente non sarann gli “intellettuali” della Lega o i “giornalisti” della tv a cambiare il corso della storia.
    Personalmente sogno un giorno dove nessuno abbi piu ne voglia ne bisogno di andatre in templi di dio per sentirsi vicino ad esso …ne chiese ,ne moschee, ne sinagoghe…. ma ci vorra’ del tempo considerato certi commenti che leggo qua sopra ed altrove…..molto tempo… !!

  • naksibendi |

    cara karima. ho detto che sarei stato curioso di sapere, di conoscere le reazioni dei giornali. non ho mai pensato fosse scontato (in fondo si parla di marocco) che si compiacessero del gesto di qadafi. e la cosa non può che farmi piacere.
    per quanto mi riguarda, sono un amico dei musulmani, sono affascinato dalla (dalle) loro civiltà per quanto, benchè continuamente cerchi di afferrarne il messaggio, ancora non mi convinca la loro teologia; ho avuto una moglie musulmana e trascorro in un bellissimo paese musulmano alcuni mesi all’anno tra persone che hanno una umanità che da se sola dovrebbe garantirne fraterna accoglienza in italia per il vero capitale che porterebbero con se, poichè da loro abbiamo a mio parere tanto da imparare (e anche perchè forse ne avremmo convenienza anche economica. e, non ultimo, perchè di questo passo saremo noi un domani a dover bussare alla loro porta, a mio modesto avviso). fermo restando che pur avendo noi leader come calderoli loro riescono spesso a non essere da meno.
    semplicemente non condividevo la lettura del fenomeno data dal suo articolo che, mi pare di poter continuare a sostenere, è differente da quella che do io. ancor meno condivido il tenore della sua risposta, che non credo di meritare . ma evidentemente, come dice lei, è impossibile sedersi e parlare, pacatamente di simili argomenti.
    peraltro io, a differenza di khol, sono assolutamente favorevole all’ingresso della turchia in europa.

  • karima |

    Caro Neksibendi, con il suo commento sulla percezione dell’Islam e dei musulmani, non ha fatto altro che confermare quel che ho scritto.
    Per quanto riguarda i giornali arabi sulla visita di gheddafi, anche se lei non ci crede, visto che sembra avere le idee ben chiare sull’argomento, mi diapiace deluderla, ma l’uscita di Gheddafi è stata ampiamente criticata dalla maggior parte della stampa araba.

  • roberta yasmine catalano |

    è proprio vero, è un argomento che solo a sfiorarlo ti trovi aggredita e sommersa da mille terrorizzati dall’Islam… è davvero faticoso intavolare una discussione serena e civile

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