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Was Barack Obama a Muslim? Insomma il mondo deve pur sapere se l’uomo del XXI secolo è infetto da questo virus.

Potrebbe sembrare una provocazione fin troppo spinta, ma non lo è neanche fin troppo. Perché la morbosità investigativa e la cattiveria, neanche tanto nascosta, con cui sin dagli inizi si è indagato sul passato, le radici ma soprattutto, sui presunti legami del presidente americano più popolare della nostra epoca alla fede islamica. Mirano solo alla conferma di un ormai radicato pregiudizio verso una fede, quella islamica, che in questo caso, arma gli avversari per arrivare ad un obbiettivo ben preciso: dire che Barack Hussein Obama è musulmano, è lo strumento migliore per screditarlo all’opinione pubblica occidentale. Perché dire che lo è, o che minimamente abbia un lontano legame con l’Islam, spaventa, allontana, estranea ancor di più del colore della pelle. Quel musulmano non è dei nostri. È forte, ma è stato palpabile sin dalle prime dichiarazioni e le interviste rilasciate dal futuro Presidente. Che ha iniziato a smarcarsi dal suo presunto passato “islamico” sin dagli inizi della campagna elettorale. Prima dichiaratosi da sempre cristiano, e poi scopertosi, e non senza qualche imbarazzo, che in realtà, era musulmano di nascita , di padre non praticante, ma per alcuni anni ricevette un educazione musulmana, sotto gli auspici del secondo marito musulmano della madre, in Indonesia. In resto della storia ormai è di dominio pubblico. Tuttavia quel secondo nome, Hussein, era troppo ingombrante politicamente. Si cercò sempre di sviarlo. E con la vittoria elettorale del primo Presidente americano di colore, sembravano essere lasciate dietro alle spalle le sue presunte radici islamiche. Ora invece, arriva un sondaggio del Pew Reseaech Center, rivelando che la percentuale di americani erroneamente convinti che il presidente sia di fede islamica è salito al 20 %, mentre coloro che sono convinti che sia cristiano sono diminuiti dal 50% al 34%. Tutto nel momento in cui il presidente perde sempre più consensi. Ma al di là dei sondaggi, ciò che veramente impressiona e merita una riflessione, è il morboso giustificarsi e smarcarsi dalle presunte radici islamiche. Come un appestato. Un comportamento assunto, che non fa altro che affermare il pregiudizio verso i musulmani come un’entità a se stante, alla quale non c’è via di scampo, e il continuo affermarsi nell’opinione pubblica dell’esistenza di un solo tipo di uomo islamico, e cioè per forza quello ortodosso o fondamentalista. Da temere e dal quale ovviamente stare alla larga. L’allora suo addetto stampa Robert Gibbs per togliere ogni dubbio aveva detto in un intervista prima ancora di diventare presidente : Il senatore Obama non è mai stato musulmano”, per poi smentirsi con la comparsa nel sito web della campagna elettorale di una dichiarazione più sfumata“ Obama non è mai stato un musulmano praticante” Oggi il suo portavoce Bill Burton fa sapere che “ prega ogni giorno, e comunica con il suo consigliere spirituale ogni singolo giorno”. Cristiano ovviamente. Certo, sicuramente questa mossa non è politicamente miope ma visto che il nostro presidente è a detta di molti anche un Professore sarebbe stato molto meno ipocrita, e più coraggioso dire la realtà com’è. Attraverso il racconto delle specificità della propria testimonianza che è la testimonianza di una grandissima percentuale di musulmani, non per forza praticanti, non per forza ortodossi e non per forza fondamentalisti. Avrebbe aiutato molto ad aprire gli occhi per capire e conoscere, facendo cadere almeno una minima parte di quei pregiudizi che vogliono vedere solo nero o bianco così come la rappresentazione dei musulmani oggi , che è falsata, perché si altalena tra quella orientalista e quella Bushiana. L’esempio del Presidente americano, nato musulmano ma poi assimilatosi alla società occidentale sino ad abbracciare la fede cristiana, è semplicemente la storia di molti altri. Così come, senza fare esempi estremi; la stragrande maggioranza di musulmani, di cultura per nascita ma non praticanti. La storia di musulmani praticanti ma non per forza fondamentalisti. Le mele marce sono un esigua minoranza. La storia dei musulmani è una storia fatta di sfumature che vale la pena illuminare. E quella del presidente, se fosse stata raccontata nei modi e nei tempi giusti, sarebbe stata gradita per testimoniare una realtà esistente. avrebbe illuminato molto di più sul mondo islamico, più del discorso fatto al Cairo. Avrebbe aperto quelle porte per iniziare a vedere quelle differenze che sono ancora difficili da far passare ai nostri amici occidentali.

  • kiddy01 |

    e perché una persona proveniente da un Paese arabo non può definirsi LAICO?

  • luca de mata |

    Congratulazioni! Anche se nel titolo la parola virus svia dall’intelligenza del contenuto.

  • Diego Capezzuto |

    Io credo che un Presidente nero di fede islamica sia il massimo che si poteva pretendere, oggi stringere rapporti con fasce di popolazioni estreme della terra è diventato un caso raro, quasi impossibile, ora invece questo passo potrebbe essere fatto con un po di accortenza, le persone non vedono mai il lato positivo, tendono sempre a complicare le cose, questo di Obama è un caso da prendere molto sul serio, dopo decenni di combattimentie e di guerre in medio oriente finalmente una voce che sarebbe in grado di gestire tali rapporti, ma questo purtroppo non lo hanno ancora capito.

  • Riccardo |

    l’operaio che lavora tutto il giorno e parla tutto il giorno solo con gli altri operai (arrabbiati), e non legge nulla, e guarda 10 minuti di telegiornale + 20 minuti di pubblicità di prodotti che non può comprarsi + un filmetto, la sera mentre mangia, capirà?
    Ilaa alliqaa, Riccardo

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