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La sfida delle islamiche sulle nozze miste

“Ashadu anna la Ilaha illa Allah, wa Ashadu anna Muhammad rasulu Allah”  (Attesto che non vi è altro Dio all’infuori di Allah, e che Muhammad (Maometto) è il messaggero di Dio. Basterebbe solo questa formula di testimonianza, detta la shahada,  davanti ad un imam e due testimoni, elencare quali sono i 5 pilastri dell’Islam ( la preghiera, il pellegrinaggio alla Mecca, l’elemosina, il digiuno, la shahada), inchinarsi in direzione della Mecca dimostrando di saper pregare, per avere l’attestato di “convertito all’Islam”, portarla al consolato di competenza e avere il nulla osta per sposare finalmente l’amata musulmana.

Una prassi semplice si può dire, che molti dei “convertiti all’Islam per amore”, hanno sempre seguito senza tanto rumore, per potersi aggiudicare anche il benestare del paese di origine della sposa musulmana.

Perché la legge di tutti i paesi musulmani è chiara e unanime sui matrimoni tra donne musulmane e non musulmani. Alle donne è proibilito. A patto che il futuro sposo non si converta all’Islam. Unica strada percorribile. Altrimenti il matrimonio non viene riconosciuto e addio alla doppia cittadinanza per i figli. Per gli uomini invece, la scelta è più vasta. E’ permesso infatti sposare anche non musulmane a patto che facciano parte della Gente del Libro (cristiane o ebree). E anche in questo caso non basta solo dire di essere cristiani o ebrei, bisogna munirsi di certificato di battesimo per avere il nulla osta.

Ma il problema qui non riguarda i maschi musulmani, visto che difficilmente vi sono donne non battezzate, bensì le donne musulmane. E qualcuno inizia già a ribellarsi : è una questione di principio.

“ Perché devo fingere di convertirmi  per sposare la mia  amata musulmana?”

“ Perché devo fingere che il mio sposo si sia convertito all’Islam, mentre in realtà tutti sanno, dalle istituzioni ai rappresentanti religiosi, che la conversione è solo una farsa ?  “

Fatima e Marco si sono sposati senza conversione di lui :  “  Io non avevo nessuna intenzione di convertirmi così siamo andati direttamente al Tribunale di Milano che ci ha dato la dispensa alternativa al nulla osta e ci siamo sposati tranquillamente in Comune”. Questa strada ormai la percorrono in molti.

” Sono fidanzata con un ragazzo italiano- racconta Asmaa, tunisina – . Dovrò convincere i miei genitori ma so anche che la legge del mio paese si metterà di traverso quando vorrò sposarmi. Sono innanmorata del mio fidanzato, per quello che è, un ragazzo italiano di cultura cristana. Questa ipocrisia delle conversioni false è una vergogna per l’Islam, che io vorrei combattere in prima persona”.

Oltre ad essere una questione di principio dunque, la questione dei matrimoni misti tra donne musulmane e uomini di altra fede, sta diventando una battaglia prima di tutto culturale.

Sobia Ali, dagli Stati Uniti, sulle pagine web di altmuslimah.com, apre una vera e propria discussione sul tema, (mettendo al centro, il versetto coranico preso a giustificare il divieto), e il cambiamento della comunità musulmana in Occidente messa alla prova per un cambiamento riformatore.

“È proibito ad una donna musulmana sposare un non musulmano? provatelo!” e lancia la sfida.

Io non sono un teologo – scrive Sobia- ma ho preso l’abitudine di analizzare criticamente le informazioni che mi vengono presentate, leggendo il corano e le sue varie interpretazioni. Questo divieto per le donne musulmane è semplicemente una conseguenza della omissione di autorizzazione nel corano. il corano afferma esplicitamente che gli uomini possono sposare donne del libro, ma non fa tale dichiarazione per le donne musulmane. Sono stati molti studiosi ad asserire che alle donne non è permesso sposare uomini del Libro.”

Il dottor Taj Hargey, presidente del Centro di educazione musulmano di Oxford è uno dei pochi imam o forse il solo nel Regno Unito ad effettuare apertamente i matrimoni misti dichiarando all’Oxford Time . “ lo faccio perché non vi è alcun divieto nel Corano.

Altre femministe islamiche contestualizzano storicamente il divieto: la comunità all’epoca era molto piccola.  Per non incorrere alla sua estinzione vi era la necessita di preservarla vietando matrimoni misti con uomini non musulmani.

Ma ad oggi, con i musulmani che rappresentano ¼ della popolazione mondiale ( più di 1,57 miliardi di persone) sparsi in tutto il mondo da Oriente ad Occidente, c’è davvero questo rischio, per il quale continuare a portare avanti questo divieto? I dati oltre che la mobilità della comunità dimostrano proprio di no. E la discussione è aperta.