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Il Ramadan dei migranti: fuggitivi e digiuni per 16 ore al giorno

Mabrouk Ramadan. Benvenuto Ramadan. I musulmani nel mondo si approciano così a quello che è il mese più sacro dell’Islam. Un mese da passare nel proprio Paese di orgine, se possibile. Ma c’è anche chi ormai lo passa in Italia da anni, e il suo Ramadan non ha niente da invidiare agli altri. Il rito si manifesta con la volontà di non dimenticare le radici, e la casa, diventa la culla di questa manifestazione. La tavola del Futur ( il pasto del Ramadan), a casa di Aziz, sembra uscita da un Riad di Marrakesh e non da un quartiere di Roma. Non manca nulla. C’è la minestra, d’obbligo per questo mese, la Harira, e poi i dolci tipici, dove basta andare al quartiere Centocelle di Roma per fare provvista. E allora è un trionfo di Shebbakia, briwat, feqqas, le crepes marocchine Mesammen, le mandorle, la frutta secca, i datteri…continua a leggere su http://24o.it/ryRo52