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Riccardi riuscirà ad inserire nell’agenda Monti anche l’ immigrazione?

Il tempo dei tecnici è ormai finito. Adesso, tuttavia, alcuni di loro sono nelle file della Lista Civica per Monti. Uno di loro, in particolare, aveva senz'altro segnato un cambiamento -storico e non solo – perchè aveva aperto un ministero nuovo, dedicato all’ Integrazione e  perché aveva avviato un percorso lodevole che mirava anche al cambiamento del linguaggio rispetto al tema immigrazione ed alla sua percezione. Si tratta del ministro della Cooperazione internazionale e Integrazione, Andrea Riccardi a cui va il merito di aver provato a girare pagina e di aver inaugurato, come ha lui stesso dichiarato, “una vera svolta un nuovo corso culturale politico e di linguaggio nei confronti dell'immigrazione, che va vissuta non più come pericolo o come emergenza, ma come opportunità di sviluppo e di crescita. Bisogna dire basta ai respingimenti indiscriminati, togliere l'odiosa tassa sulle rimesse degli immigrati, operare per la legalizzazione di 140 mila lavoratori stranieri che lavoravano in nero e impostare le relazioni internazionali su basi completamente diverse dal passato". Purtroppo, nonostante i grandi sforzi, il mediatore Riccardi non è riuscito a portare a casa qualcosa di più concreto come la tanto agognata legge sulla cittadinanza, diventata ormai la bandiera di rivendicazione sui diritti degli immigrati portata in alto dal Pd come uno degli obiettivi del programma elettorale, da realizzare entro i primi 100 giorni di legislatura se il partito democratico andasse al governo.

Un punto a vantaggio del Pd, che però cancella il lavoro precedente di Riccardi, dal momento che non vi è traccia nell'agenda Monti della parola "immigrazione", così come non c’è traccia di cosa farà di questi 5milioni di persone, per i quali aveva precedentemente  messo a disposizione un intero ministero. Un lavoro che aveva anche il pieno appoggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che a più riprese ha sempre incoraggiato il lavoro di integrazione e di politica attiva verso il tema immigrazione.

Ora ci si chiede se non sia davvero controproducente perdere così tanto lavoro e se Riccardi riuscirà a convincere Monti a inserire nella sua agenda quei 5milioni di persone che continuiamo a chiamare immigrati.