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Dopo le primavere arabe. Ad Agadir con i berberi va in scena il pluralismo del mondo arabo

E' come se, tolto un velo, il mondo arabo abbia cominciato a mostrarsi nei suoi volti più diversi. Dopo le primavere, in tutto il maghreb, è un fiorire di iniziative culturali e di identitarie. E' il caso del festival della cultura berbera che si sta tenendo in questi giorni ad Agadir, in Marocco. La kermesse, quest'anno, si intitola "gli artisti amazigh incontrano le musiche del mondo". E sta facendo molto discutere, anche fuori dai confini del Marocco.

La programmazione è stata pensata con l'obiettivo specifico di fare della 4 giorni un invito alla scoperta ed all'apprezzamento della diversità culturale, perché – ha scritto il direttore artistico, Brahim El Mazned – "la musica ci rende tutti cittadini del mondo".
In questo senso, la scelta della musica amazigh (il termine designa i berberi del Nordafrica) non è affatto casuale: figlia di una cultura caratterizzata da un forte sincretismo, rappresenta molto bene l'idea di multiculturalismo che il Marocco è impegnato a promuovere sia dal punto di vista culturale che politico ed economico (basti pensare, per esempio, al concetto di scambio che fonda gli accordi agricoli con l'Ue, di prossima inaugurazione). Nella ricchissima locandina, spicca il nome di El Houcine Amarrakchi, uno dei volti più noti della scena musicale amazigh. Interessante anche la sezione interamente dedicata alle donne, per la quale si attendono le esibizioni di Rayssa Aicha Tachinouite, musicista molto influenzata dalle sonorità dell'oriente asiatico – e cinese in particolare – e di Rayssa Fatima Tihihit Titrit, cantautrice di etnia amazigh molto attenta ai temi attuali, che ricorre spesso all'improvvisazione di canti poetici e recital provocatori.

Le donne, la cultura berbera, la valorizzazione delle origini di questi territori. I berberi. Sono pietre lanciate contro chi vuole il mondo arabo come un monolite. Il Marocco sta facendo un lavoro eccellente su questo da più di 10anni, un lavoro di reintegrazione e riconoscimento. La cultura (e il popolo) berbera è stata per anni penalizzata, ma oggi la lingua amazigh ha fatto la sua apparizione nei tg e nelle scuole x esempio. Un vero riconoscimento. La nuova costituzione, concessa dal re dopo che nel Paese aveva cominciato a spirare il vento del rinnovamento, dedica un articolo proprio all'amazighità, rivendicando la pluralita' come identità stessa del Marocco. Un lavoro politico molto importante che ha probabilmente evitato che il Marocco fosse travolto dalla primavera araba.
Perciò il festival di Agadir sta facendo molto parlare nel mondo arabo. Dopo le primavere è ormai chiaro che questa parte del mondo non è più dominabile cancellando la pluralità in favore di una unica identità araba. Al contrario solo valorizzando le diversità è possibile farle convivere e progredire insieme.