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Non solo Egitto: tensioni in Marocco tra conservatori religiosi e laici progressisti

Gli occhi del mondo sono puntati (giustamente) sull'Egitto. Ma sul fronte opposto del Nord Africa – non solo geografico – si decide in questi mesi una partita non meno importante per le sorti del mondo arabo. In Marocco sta andando in scena la schizofrenia contemporanea della società araba e uno scontro sotterraneo, ma non troppo, tra sostenitori della tradizione e fautori della modernità. Si alternano in questi giorni proposte ultraconservatrici, come ad esempio la proposta di legge sul proibizionismo degli alcolici ad altre che sono ultra-progressite per un paese musulmano.

In Marocco si discute di un tabù familiare: la libertà sessuale
Tra queste ultime sta facendo molto discutere sui giornali marocchini la presa di posizione dell'associazione marocchina dei diritti umani (AMDH) sulle libertà sessuali. L'associazione, in occasione di una conferenza organizzata a Rabat, proprio sul tema, ha fatto appello, perchè sia abrogato l'articolo 490 del codice penale marocchino, che condanna le relazioni sessuali extraconiugali. Giuristi, sociologi e attori della società civile si trovano dunque nuovamente a discutere del tabù familiare. E del già discusso codice penale. Qualche mese fa riempì i giornali il caso di Amina al-filali, che si è suicidata perchè violentata ancora minorenne e obbligata a sposare il suo stupratore, perché l'articolo 475 del codice penale marocchino prevede che lo stupratore possa sposare la donna di cui ha abusato, per salvaguardare l'onore della famiglia.

In un paese dove la religione è comunque centrale la proposta dell'Amdh suona per alcuni provocatoria. Khadija Abenaoui – coordinatrice del comitato centrale dell'associazione, in un intervista rilasciata a "Aujourd' hui Le Maroc", non ha dubbi: «le nostre posizioni sono fondate sui valori dei diritti umani nella loro dimensione universale e globale. Dunque noi non abbiamo fatto altro che dichiarare dei diritti umani che sono la nostra sola referenza. Ed è per questo – continua la Abenaoui – che noi militiamo per le libertà pubbliche e individuali in Marocco. É nostro dovere come Ong, orientare la società, sensibilizzarla ed educarla sui diritti umani. Rifiutiamo di cedere a pratiche retrograde della società». Siada Idrissi, femminista militante, denuncia: «smettiamola di essere ipocriti, i rapporti sessuali extraconiugali sono una moneta corrente nel nostro paese». Di altro parere è l'Imam Abdel Bari Zemzmi: «questa gente vuole trasformare la società marocchina in un bordello – dice senza mezzi termini – questa non è più un'associazione dei diritti dell'uomo ma dei diavoli». Gli fa da eco Mustapha Benhamza, presidente del consiglio regionale degli Ulama dell'Oriental: «la società marocchina è una parte del mondo islamico, e le persone di questa società distinguono tra l'adulterio e il matrimonio».

Il vero nodo: società araba ancora divisa tra uomini e donne 
Parole forti che non lasciano alcuno spiragio d'incontro, se non una certezza: è la fotografia di una società, quella araba, ancora divisa tra uomini e donne, piu che di una società di esseri umani e eguali diritti e doveri. Una società in bilico tra modernità e tradizione. E mentre l'Egitto sembra imboccare decisamente la strada della tradizione, il Marocco si divide in cerca di un destino. Conviene darci un occhio.