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Campagna elettorale? Moschee islam e immigrati in pole position

 

A fine campagna elettorale è tornato in pole position il fantasma più temuto, il cavallo di battaglia che fino a qualche anno fa e ancora oggi ha portato a casa grandi consensi. La paura sotto la parola Islam con i suoi musulmani e lo straniero con i suoi rom e gli irregolari.

Due ingredienti che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, come indispensabili per avere un certo seguito populista. E a Milano e non solo, quell’Islam si traduce con la parola“moschee”. Anche se in realtà quelle che abbiamo in Italia ( 750 secondo le stime) non sono altro che indecorosi garage o sottoscala adibiti a luoghi di preghiera.

Ma l’errore o l’orrore a cui Milano non dovrebbe permettere alla sinistra di vincere, sarebbe incluso in un punto del programma del candidato sindaco Giuliano Pisapia, dove si parla della necessità di costruire un grande centro di cultura islamica.

Niente di preciso ovviamente ma già le parole costruzione-centro-cultura islamica, dovrebbero – visto che sono state riusate in piena campagna elettorale- far venire i brividi ad una certa destra conservatrice.

Ed ecco riaprirsi il dibattito sulla questione islam e la sua gestione in Italia. Una delle anomalie più evidenti e non solo per il fatto che riguarda la più numerosa comunità confessionale in Italia, ma soprattutto perché ancora oggi non le si trova un contenitore giuridico condiviso,  in modo tale da toglierla dalla clandestinità/illegalità e da dibattiti futili che servono al momento, e solo come torna conto personale e non a costruire solide basi sociali di integrazione condivisa nella legalità.

La Cei, attraverso il suo segretario generale Monsignor Mariano Crociata, non ha dubbi: "E’ un diritto fondamentale permettere ai credenti delle varie religioni, musulmani compresi , di pregare nei loro luoghi di culto, esse vanno costruite, tenendo conto della costituzione e delle leggi italiane.

Poi approfondisce:” la moschea non è un semplice luogo di culto, ma un luogo sociale, culturale e d’incontro. Ed é quindi giusto tenere conto di queste caratteristiche e delle esigenze che questo luogo risponda nell'utilizzo pratico alle esigenze di vita sociale della nostra nazione e comunità civile secondo la Costituzione e le leggi del paese.

L'intervento della Cei serve anche a offrire appoggio al cardinale Tettamanzi, attaccato proprio per le sue posizioni sugli immigrati dal "Giornale". E lo stesso arcivescovo di Milano ieri ha ribattuto agli attacchi: «Quando intervengo, faccio di tutto per intervenire da credente, da vescovo. Il mio punto di riferimento è il Vangelo. Se poi ci sono reazioni, queste non mi turbano».

E la Lega a suo modo ci prova, e quale momento migliore? Iniziamo.

“No alla costruzione di nuove moschee fino a un’eventuale intesa tra Stato e Islam, in via transitoria ogni edificio di culto dovrà essere autorizzato dalla regione previo referendum tra la popolazione del comune interessato”. È quanto chiede il disegno di legge depositato in senato dal carroccio.

Che mette una serie di paletti tra i quali la creazione di un albo degli imam, che devono avere la cittadinanza italiana, iscriversi in un apposito registro al ministero dell’interno, mentre gli statuti dovranno essere disciplinati da un apposito decreto legislativo. Inoltre – contrariamente di come Monsignor Mariano aveva esposto le caratteristiche insite in quello che s’intende per moschea, come un luogo non solo di culto – sarà vietato lo svolgimento di attività non strettamente collegate all’esercizio del culto negli edifici autorizzati, comprese le attività di istruzione e di formazione così come le attività culturali e commerciali. Praticamente tutto ciò che sino ad oggi in un centro islamico si fa.

Per chi trasgredisce ci sono poi le sanzioni: diffida, ammenda o addirittura l’arresto previsto dall’articolo 650 del codice penale, se non alla confisca degli edifici non autorizzati che passerebbero al patrimonio comunale.

Inoltre è vietata la diffusione con altoparlanti della preghiera del muezzin, mentre ai comuni potranno decidere l’individuazione anche di aree in cui sarebbe vietato costruire moschee.

Questo prevede il decreto Lega in materia islam in Italia, che dicono di rifarsi all’articolo 8 della costituzione , che stabilisce che i rapporti delle confessioni religiose debbano essere regolate per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

A chi supera il test,  c’è un’ altro di "fortuna" da superare: l’edificio di culto – in questo caso la nostra moschea – non potrà esserci nel raggio di un chilometro ad un altro edificio di culto diverso, per esempio una chiesa. Proviamo a immaginare una piccola moschea in base a questo ultimo criterio nel centro di Napoli ma anche in molti altri in Italia, dove la storia vuole che ci sia testimonianza della fede del cristianesimo con una grande presenza di meravigliose chiese. Praticamente impossibile. Dunque non rimarrebbe che la triste periferia.

 

  • Maria |

    In un momento cosi delicato , sia dal punto di vista politico che economico, non penso che una risposta quale: “In Italia la religione è quella cattolica non quella islamica dalla quale scaturiscono svariati eventi di terrorismo” sia Adeguata. Nell’articolo non si fa assolutamente cenno al Terrorismo ( argomento assai delicato e molto difficile oggi giorno). eppoi lei parla di terroristi ed estremisti gli altri e si firma W le crociate? complimento bell’esempio che vuole dare ai musulmani, visto che il suo nome la dice lunga sul suo pensiero. Mi dispiace dirglielo, siamo nel 2011 e pensavo che ormai le differenze religiose e di appartenenza fossero superate, ma vedo che lei del mondo ne sà ben poco e se fosse andato ” dall’altra parte” forse la sua mente avrebbe esplorato altri territori e altra gente , pur sempre diversa di religione ma che si rispetta.
    Spero per lei che nel futuro prima di commentare un articolo Intellettuale e capiente ( tra l’altra dovrebbe pur saperli leggere gli articoli) possa farsi un esame di coscenza.

  • A morte le crociate |

    Per chi ancora crede nella favola dell’assenza di chiese nei paesi islamici:

  • W le crociate |

    In Italia la religione è quella cattolica non quella islamica dalla quale scaturiscono svariati eventi di terrorismo quindi, non puoi permetterti di fare polemica sul fatto che le chiese cristiane presenti nelle città italiane siano belle e maestose in quanto ciò è nostro diritto.
    Accetteremo di costruire moschee in Italia quando potremo fare lo stesso nei paesi islamici

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