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Il peggior mondiale della storia azzurra? Semplice per il Ministro della Semplificazione legislativa , Roberto Calderoli: è tutta colpa degli stranieri…

Sì, anche questa volta è tutta colpa degli stranieri. Calciatori s’intende. Che invadono il campionato italiano e che non lasciano lo spazio ai calciatori italiani doc, per non dire padani, portare il trofeo alla povera Italia.

Ma chi glie lo spiega al Ministro della Semplificazione che se non proprio padani, gli azzurri, anche di questo mondiale, erano proprio e solo italiani doc, a parte Camoranesi  che è argentino ed Amauri, brasiliano, che gli abbiamo regalato da poco la nazionalità italiana proprio per farlo giocare in nazionale.

Quand’è che finalmente riconoscerà che anche quel Balotteli e altre promesse del calcio, se non proprio italiani doc, sono state lasciate a casa, per una mentalità ancora rigida e ancorata a radici arcaiche? Per paura o poco coraggio di guardare al di là del proprio naso? Quando si convincerà finalmernte che viviamo in un mondo globale e che grazie proprio a questo mondiale lo abbiamo percepito più che mai?

Un nuovo calcio globale, senza grandi sorprese, strategie e nuovi schemi, ci ha fatto capire cosa s’intende sul vivere ai tempi della globalizzazione. Possiamo giocare tutti con gli stessi strumenti se ne abbiamo le possibilità, che tu sia nigeriano o giapponese. Siamo tutti maledettamente più vicini, volenti o nolenti. È questa la nostra sfida.

Tuttavia, un primato a livello europeo in questo mondiale lo abbiamo avuto: nonostante in Italia si gridi all’invasione dello straniero, nonostante sia al 7° posto per presenza straniera con 5milioni di stranieri (in linea con la media UE) è riuscita a non portare in campo un numero significativo di giocatori un pochino “ abbronzati”.

Questo mondiale ci deve insegnare molto, e non solo sulle strategie da mettere in campo. C’è qualcosa di molto più profondo: su come ci percepiamo e ci vogliamo vedere in futuro come italiani. È la fine di un ciclo che dobbiamo iniziare a valutare e ad accettare, se vogliamo credere in un nuovo inizio.

  • laura |

    purtroppo mi sembra riduttiva questa interpretazione.
    nel senso: è un dato di fatto che oltre a camoranesi tutti gli azzurri in campo fossero per definizione italiani, ma credo che quello che si voglia sottolineare sia come nel campionato di calcio italiano si da troppo spazio a giocatori strapagati stranieri piuttosto che formare ragazzi giovani italiani(non per forza padani). purtroppo non è sempre bianco o nero, sennò saremmo tutti juventini, ma ci sono molte sfumature che devono essere colte. alla fine l’inter ha vinto la coppa dei campione, ma quanti giocatori italiani giocano nell’inter? è davvero una squadra che rappresenta l’italia? non è essere razzisti secondo me considerare l’ipotesi di un campionato più italiano per formare più italiani, ma una possibilità in più che non viene data solo al calcio ma all’italia intera. il dato di fatto è che i turni li stanno passando squadre con molti giocatori che giocano in italia. questo dovrebbe darci la soluzione all’enigma. e il giusto metro di valutazione su quello che sentiamo in giro.

  • aly |

    Come in Francia. Ti ricordi Zidane? Quando stava all’apice del calcio era monsieur Zidane l’espressione del calcio champagne ma la sua testata a Materazzi era di un arabo (Kabyle) Così l’équipe de France quando vinceva era l’équipe de France e ora che perde è un gruppo di ragazzi provenienti dall’immigrazione che non ci tengono più di tanto

  • Guido |

    In questo mondiale Lippi ne ha azzecccate ben poche. Tra quelle azzeccate c’è stata l’esclusione di due personaggi calcistici immaturi, Balotelli e Cassano, dai comportamenti istrionici e dilettantistici, senza alcun pregiudizio legato all’abbronzatura. Anche il calcio “globale” evidenzia tutto il male che viene dalla “globalizzazione”: l’appiattimento, la perdità di identità, il trasferimento gratuito del patrimonio culturale, storico, tecnologico e sportivo dell’occidente verso paesi spesso privi di rispetto per l’occidente, l’esposizione totale alla fortuità degli eventi.

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