20 aprile 2012 - 18:22
Oggi, il ministro Cancellieri ha risposto attraverso un interrogazione parlamentare sul caso dei due immigrati magrebini, imbavagliati con nastro adesivo da pacchi in un volo di linea per il rimpatrio a casa. Noi lo abbiamo reputato innanzitutto come una “violazione della dignità della persona” a cui fa coro anche il ministro, nell'informativa alla camera e di questo non possiamo che felicitarci!
Poi la Cancellieri spiega che ciò è avvenuto:
"per prevenire il tentativo di il sputare sangue fuoriscito dalle labbra che avevano cominciato a mordersi, pratica autolesionistica cui spesso fanno ricorso gli stranieri per ostacolare l'operazione di espulsione, gli agenti ritenevano di utilizzare delle mascherine sanitarie"
E spiega ancora come l'uso di mascherine:
"non contravvenga alle disposizioni anche europee cui si rifanno le direttive nazionali nell'uso di mezzi di contenimento nel corso di provvedimenti di respingimento". La normativa infatti, "ammette misure coercitive a condizione che siano giustificate dal rifiuto dell'allontanamento e siano proporzionate e non eccedano un uso ragionevole della forza, non ledano la dignità o l'integrita fisica del rimpatriando e non compromettano la facoltà di respirare normalmente".
Bene, ma va chiarito che il problema non è il comportamento della polizia. Il problema è che non è così che si risolvono i problemi delle espulsioni. Perché se da una parte le mascherine vengono ammesse cosi come le misure coercitive in caso di allontanamento, quello che non è ammesso, e lo dice lo stesso testo, è che venga lesa la dignità della persona. E far viaggiare in un aereo pieno di comuni passeggeri due immigrati in quelle condizioni è una lesione della dignità della persona. Per questo, serve affrontare il problema dalla radice, discutendo di quello che effettivamente serve fare per governare questo fenomeno. E cioè, espulsioni organizzate e assistite con la collaborazione dei paesi di origine, con cui stabilire accordi, per un rimpatrio efficace e umano nello stesso tempo. Un'operazione che salvaguardi l'incoluminità della persona emigrante. Sono queste le domande che attendono risposte con proposte e programmi mirati e che purtroppo ancora non arrivano.
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Categorie: politica dell'immigrazione